San Pantaleone, percorso naturale di fede e turismo

 

Nell’uomo è innato il desiderio di andare oltre l’orizzonte quotidiano. In un periodo storico in cui i mezzi di comunicazione presentano nelle nostre case le meraviglie, le tradizioni, i paesaggi e le culture del mondo intero, diviene irresistibile il desiderio di partire per conoscere ed ammirare altri contesti, per avventurarsi nell’ignoto.

Il turismo, per rispondere ai sogni di tutti, si è perciò diversificato fino al punto di personalizzarsi. Si possono moltiplicare i viaggi e scegliere le stagioni più favorevoli per godere di mare, città, montagna, cultura. E tra le destinazioni privilegiate grande rilevanza assumono le chiese, le cattedrali, i monasteri, i luoghi di culto ed i cammini di fede che esercitano una grande attrattiva per l’uomo contemporaneo, che riconosce nel viaggio la componente della ricerca spirituale di sé.

Ed in tale ricerca rientra il tema del pellegrinaggio che, accanto alle mete più note, può promuovere sentieri nuovi che sono quelli di fedeli che in tutto il mondo condividono la fede verso un Santo, e che, se stimolati all’incontro, alla preghiera comune, potrebbero attivare circuiti importanti di fede e turismo.

Questa la direzione che intraprende una lettura trasversale della figura di S.Pantaleone : l’incontro tra comunità sparse in Italia e nel mondo, tra comunità cristiane ed ortodosse, tra oriente ed occidente, che condividono la fede verso il Santo. Una sfida importante che richiama l’impegno di tutti, dalle comunità locali, Martignano in primis, alle istituzioni, agli operatori turistici, ai fedeli tutti, per investire su un modello di turismo religioso che si inserisce in un quadro di offerta turistica variegata per il Salento.

Tale forma di turismo utilizza lo schema base del turismo, ma lo reinventa creativamente con l’innesto dell’esperienza religiosa trasformandone la qualità, la finalità, i ritmi e lo stile di attuazione; puntando su tre aspetti fondamentali: vocazione all’accoglienza e all’ospitalità; qualità e specificità dei luoghi religiosi; rete della cultura, dell’artigianato e delle testimonianze storiche.

Fattori che, se coltivati con senso di responsabilità possono consentire un impatto notevole sulle comunità locali, affinché le stesse valorizzino i beni culturali e religiosi nonché quelle strutture ricettive adatte a potersi rivolgere al turismo culturale.

Tutto ciò è confortato da dati che ci dicono che poco più di mezza Italia sceglie di trascorrere periodi più o meno lunghi alla ricerca di quello che possono offrire i luoghi di culto e di raccoglimento sparsi per la penisola. Un trend in corposa crescita che si sposa con un buon 4% di viaggiatori che si muovono per motivazioni esclusivamente religiose. A ciò si aggiungano le buone risposte in questa direzione dei circuiti internazionali.

E’ in relazione a tutte queste considerazioni che Salento Griko, l’associazione turistica culturale di Martignano, si pone come obiettivo quello di fare di Martignano e dei paesi del Salento, che festeggiano o conservano testimonianze di San Pantaleone, un punto di riferimento per tutti i pellegrini e devoti delle comunità religiose italiane e straniere. Ciò nella convinzione che tali percorsi di fede possano attivare dei circuiti di fruizione del territorio salentino in un’ottica di un turismo religioso fatto di qualità e accoglienza, che faccia incontrare le comunità devote al Santo, nel proprio contesto devozionale, fatto di riti civili e religiosi che attraggono migliaia di fedeli ogni anno; a ciò si aggiunga un patrimonio storico-artistico-culturale legato al culto del Santo (Chiesa matrice di Martignano: cappellone di S.Pantaleo, tela del martirio, Sacrestia, tela della vita del Santo, due reliquie, codice Greco conservato presso la biblioteca Ambrosiana a Milano, Chiesa di S.Pantaleo a Surbo, Cripta dei Santi Stefani a Vaste: affresco del Santo, Nardò, Maglie, ecc.) che si è voluto ampliare con una mostra permanente sui volti del Santo in Italia e nel mondo, con un sito internet (www.sanpantaleone.org), con un convegno che ha consentito nel 2005 di prendere coscienza della diffusione del culto e con azioni che permetteranno ai fedeli salentini di entrare in contatto con i luoghi del Santo. Un work in progress che dovrà impegnare tutti i soggetti che ruotano attorno alle tematiche sviluppate: cariche ecclesiastiche, studiosi, istituzioni pubbliche, enti ed associazioni, Comitati feste patronali, operatori turistici.

                                                                                                         

 

  Pantaleo Rielli,

Presidente di Salento Griko

 

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