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Il
Santo

Il 27 luglio di ogni anno la
popolazione di Martignano onora il proprio santo patrono, con
festeggiamenti solenni segno esteriore di un'antica devozione
straordinariamente sentita e profondamente radicata, non
soltanto nei martignanesi ma anche in un gran numero di fedeli
provenienti da tutta la provincia.
S. Pantaleone fa parte di quella numerosa schiera di martiri
cristiani vissuti all'epoca dell'imperatore romano Caio
Valerio Massimiano, tristemente famoso per la ferocia con cui
perseguitò i cristiani; teatro delle persecuzioni fu la
provincia romana della Bitinia, con la sua capitale Nicomedia
(l'attuale città turca di Izmit sul mar di Marmara), un
popoloso centro nel quale fiorivano attività economiche ed
amministrative ma anche attività culturali e scientifiche. Nei
primi anni del IV secolo la persecuzione diventò
particolarmente accanita: cristiani, semplici popolani ma
anche ricchi, furono eliminati a migliaia. L'immenso bagno di
sangue non risparmiò neanche Pantaleone, un giovane medico di
Nicomedia, avviato al cristianesimo da un suo maestro di nome
Ermolao: la sentenza fu eseguita il 27 luglio del 305,
mediante decapitazione. A condannare Pantaleone sarebbero
state anche le qualità taumaturgiche attribuite alla fermezza
della sua fede cristiana, che accompagnavano l'esercizio della
sua professione medica.
A San Pantaleone apparterrebbero i resti mortali conservati a
Lucca nella chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, ad Amalfi
nel duomo, a Napoli in S. Gregorio Armeno e a Venezia nelle
chiese di S. Marco, di S. Simone, di S. Maria Maddalena e di
S. Pantaleone. Sangue di S. Pantaleo si conserva nel duomo di
Ravello e da dove proviene la reliquia del sangue che si
conserva a Martignano all'interno di una fiala di vetro
incastonata in un reliquiario in legno rivestito d'argento; vi
fu portata nel 1763 con bolla rilasciata da mons. Biagio
Chiarelli, vescovo di Ravello.
La protezione del santo valse la guarigione dalla malaria per
gli abitanti di Nardò, da cui proviene il gruppo di pellegrini
più folto. Nel 1718 il Santo salvò Martignano da un tremendo
uragano e tale evento solennizzò la devozione dei martignanesi
nella festa dell'uragano, il 16 novembre di ogni anno, che
vede l'accensione di una "focara" (un grande falò), in memoria
dello scampato pericolo.
Foto
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